George Lilanga - anni 2000 Sfortunatamente nel 2000 il diabete lo obbliga a un ricovero di molti mesi con la conseguente perdita degli arti inferiori; questo lo costringe su di una sedia a rotelle, senza fortunatamente riuscire a scalfire minimamente la sua gioia di vivere. L'artista stesso affermava: "Il mio soggiorno all'ospedale fu molto deprimente, poiché non avevo niente da fare, non producevo reddito ed ero molto preoccupato per il futuro della mia famiglia; da quando sono rientrato a casa mia, nel gennaio 2001, ho ricominciato a lavorare e dunque a vivere". Da quell'anno Lilanga ritrovò le tecniche e i supporti dei suoi inizi, ricominciando con inchiostri su carta e con piccole pelli di capra (non più grandi di 22,5 x 22,5 centimetri). L'artista ha sempre preferito lavorare a Mbagala, piuttosto che vivere vicino ai negozi del quartiere di Morogoro, dove gli artisti Tinga Tinga, più giovani e sconosciuti vendono le loro opere. Negli ultimi tempi le sue visite a Dar sono state limitate al massimo per portare le sue opere alla "Casa dell'Arte" o per procurarsi il materiale per dipingere, ma nonostante il suo handicap, ogni pomeriggio ha chiesto, fino all'ultimo, di essere condotto a visitare i suoi campi; d'altro canto egli ha viaggiato verso moltissime destinazioni internazionali per presenziare alle sue esposizioni senza per altro essersi mai preoccupato d'imparare una lingua diversa dal dialetto Makonde della madre o dallo Swahili. I suoi contatti con gli artisti stranieri vengono perciò considerati inesistenti proprio per il problema della lingua come lo stesso può dirsi per i contatti con gli altri artisti dell'Africa dell'Ovest. Ciascuna opera ha un proprio titolo che descrive la scena rappresentata e in più contiene un semplice messaggio di saggezza popolare; ciò ci consente di sorridere e di apprendere sempre qualcosa, inoltre ciò fa parte ormai, a pieno titolo, dello slang contem-poraneo africano. Il decoro è imma-teriale e consiste in segni geometrici e colorati che riem-piono comple-tamente lo spazio bidimensionale; in definitiva queste tipologie non appartengono al mondo reale, sebbene in quadri più recenti alcuni elementi paesaggistici come case, ecc. appaiano soventemente. Il colore è abbondante ma mai lasciato al caso e i soggetti si inseriscono in serie, ciascuna con una particolare combinazione cromatica che si armonizza col colore dominante scelto per il fondo e capace di donare grazia alla cromia generale dell'opera. Quello che l'artista ci racconta tramite una forma grafica immediatamente comprensibile da tutti,senza bisogno di ulteriori spiegazioni, è che la vita può essere così bella se non la si prende troppo sul serio. George Lilanga di Nyama si è spento nella propria casa-atelier di Mbagala lunedì 27 giugno 2005.