George Lilanga - anni 70 Gorge Lilanga di Nyama nasce nel 1934 nel villaggio di Kikwetu del Distretto Masasi della Regione Mtwara nel Sud della Tanzania da genitori Makonde (gruppo etnico originario del Mozambico). Il padre lavorava come operaio agricolo in una piantagione di sisal. La famiglia, oltre al padre, alla madre e a George, si componeva di altri due figli, un maschio e una femmina, sebbene la mamma avrebbe dato alla luce altri figli, tutti deceduti in tenera età. Dopo l'iniziazione e, come la maggioranza dei Makonde, a George verrà insegnato a scolpire usando dapprima una radice, la cassave, poi del legno dolce e, solo successivamente, sotto la guida dello scultore Mzee Sumaili, il duro legno di ebano. Alla fine del 1970 l'artista decise, assieme al suo amico scultore Vincent, di trasferirsi nella capitale della Tanzania per tentare la fortuna in questa grande città . Una volta arrivato a Dar es Salaam Lilanga si riunì ad un altro gruppo di scultori che lavoravano nel centro della città; tuttavia sarà l'anno successivo, grazie allo zio, Agostino Malaba, già scultore riconosciuto a "Nyumba ya Sanaa" (Casa dell'Arte), una sorta di centro per l'Arte e l'Artigianato che aveva appena aperto i battenti, che otterrà la sua vera, prima opportunità di lavoro. George inizia nella Casa dell'Arte ad apprendere le tecniche della stampa ad acquaforte e della litografia. I suoi primi disegni verranno molto usati per eseguire i celebri batiks e per le prime, rarissime opere su pelle di capra di solito non inferiori alla misura di quaranta centimetri per quaranta. Questo è anche il periodo delle grandi opere su lastra di ferro, tagliate a mano con il seghetto e dipinte con smalti ad olio, opere oggigiorno da considerarsi introvabili e che Lilanga produceva destinandoli a veri e propri particolari architettonici, ringhiere, cancelli, ecc. (a tal proposito, ancora oggi, possiamo ammirare il portale d'ingresso della "Casa dell'Arte", realizzato dall'artista in ferro ritagliato e forgiato assieme agli altorilievo in cemento che decorano, come un fregio, le coperture architettoniche). Le grandi opere in ferro ritagliato e successivamente dipinto che il maestro ha prodotto negli anni '80, si riconoscono poiché per ricavare il profilo dell'immagine Lilanga ha usato la fiamma ossidrica e non più la sega a ferro. Nel 1974 alcune sue opere vengono presentate al National Museum di Dar es Salaam. "Il durissimo ebano rallentava la mia produzione artistica, compresi, alla fine degli Anni Settanta che avrei potuto, più rapidamente, fissare gli atteggiamenti degli spiriti Shetani attraverso la pittura...". A partire infatti da questo momento l'artista, non dimentichiamolo, fantastico scultore, si dedicherà più intensamente alla pittura, divenendo il primo pittore di figure intere Makonde. Nel 1977 espone al Marykoll Ossing Center di New York. Durante la successiva esposizione in Washington D.C. per mantenersi in questa grande città vendette i suoi monotipi, stampe in nero su cartone avorio (oggi introvabili), per soli dieci dollari agli ignari passanti del down-town.