Dopo il ritiro dei sovietici del 1989 la guerra civile proseguì fino al '92, anno in cui i mujahidin rovesciarono il governo filosovietico di Najibullah eleggendo presidente Rabbani. Nel 1994 si affacciarono sulla scena politica i Taliban, essi riuscirono nel '96 a conquistare Kabul proclamando nel '97 l'Emirato islamico. Questo regime iconoclasta si arrese nel dicembre del 2001 ad una coalizione internazionale, in accordo con l'Alleanza del Nord formata da mujahidin, volta a sradicare l'integralismo ed il terrorismo dall'Afghanistan. I tessitori che erano bambini agli inizi degli Anni '80 sono intanto cresciuti e verosimilmente rientrati in patria. Essi avendo imparato però a tessere i tappeti di guerra, hanno difficoltà a produrre tappeti sui cartoni classici, quelli tradizionali, e dunque proseguono nella loro attività supportati anche dal fatto che questi tappeti sono divenuti veri e propri cult e il mercato ne chiede in una certa abbondanza. In questo tappeto la tradizionale via usata dagli invasori sovietici è mantenuta ma si possono osservare i mezzi cingolati che lasciano l'Afghanistan in direzione nord: una celebrazione di orgoglio nazionale e di vittoria. Certo oggi lo spirito è cambiato, ai colori naturali spesso si preferi-scono i meno cari sintetici e le fibre artificiali, talvolta, sostituiscono la lana. La globalizzazione ha evidentemente raggiunto anche gli ex profughi afgani e la legge di mercato si è imposta; quello che conta è che il mito abbia resistito e questa straordinaria mutazione ricordi a tutti l'intoccabilità della terra altrui. TAPPETO DI GUERRA in lana di pecora con trama in cotone; colori naturali e sintetici, cm. 71,5 x 61 Circa 2000